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Imprenditrice si spoglia contro la crisi "Promuovo il mio nuovo marchio"

N’IMPRENDITRICE e soprattutto una donna dalle mille sorprese. Anna Rita Mengozzi si mette a nudo, davanti all’obiettivo di un fotografo, con estrema franchezza e trasparenza, per presentare il suo marchio di moda ‘AnnaRi Intimo’. Con scatti in bianco nero, artistici, la Mengozzi racconta la sua voglia di reinventarsi ogni giorno. Quarantatrè anni, residente a Novafeltria, sposata con un figlio di 18. La Mengozzi è un ciclone di idee e novità. Ha iniziato a lavorare nel settore dell’abbigliamento venti anni fa, per un’azienda di confezioni, poi nel 2006 ha deciso di mettersi in proprio e di aprire ‘AnnaRi’, un piccolo negozio multimarche di abbigliamento intimo per donna, uomo e bambino. Ma non le bastava. Così, due anni fa, ha scelto anche di proporre suoi prodotti, con il marchio ‘AnnaRi Intimo’. «Volevo vendere mie idee — racconta — in ogni capo infatti c’è un po’ il mio tocco. Per il momento ho trattato solo lingerie, ma per la prossima primavera-estate ci saranno anche delle t-shirt un po’ particolari».

La donna è più bella d’inverno secondo gli scienziati

Da una ricerca svolta da un’equipe di scienziati polacchi, le donne sarebbero più attraenti in autunno e in inverno, nelle stagioni nelle quali si tende a coprirsi di più. Il potere del “vedo non vedo”, renderebbe le donne più seducenti e affascinanti agli occhi degli uomini. Questo è quanto emerge dallo studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Antropologia dell’Università di Breslavia in Polonia che ha svolto questa ricerca su 114 uomini, ai quali sono state fatte vedere fotografie di diverse donne in abbigliamento che cambiava in base alle diverse stagioni. Dai risultati finali è emerso, che gli uomini preferivano le donne con abbigliamento autunnale o invernale, che mostravano di meno rispetto a quelle in abiti primaverili o estivi. E’ significativo il dato che emerge da quest’indagine, il “vedo non vedo” è un elemento che influisce il grado di attrazione di una donna, se prima poteva essere solo una frase detta tanto per dire, ora ci sono dei risultati scientifici che ne affermano la validità. Le donne sono più belle nelle stagioni fredde, in autunno e inverno coprendosi di più si rendono più attraenti agli occhi degli uomini e l’uomo nelle stagioni fredde è più propenso al tradimento.

Laetitia Casta è la nuova testimonial di H&M per la linea intimo

Laetitia Casta è il nuovo volto scelto dal brand low cost H&M per la collezione di intimo! La modella e attrice francese, entra a far parte, dopo David Beckam, delle star d’eccezione che hanno posato per la casa di abbigliamento. Una linea che si caratterizza per la sensualità, quella indossata da Laetitia, dove raso, pizzo e guêpière la fanno da padrona! ‘Non faccio fatica a calarmi in questo ideale di donna maliziosa. Che sia una pubblicità, un film, un’opera teatrale, poco importa, io metto tutta me stessa in quello che faccio’, ha dichiarato Laetitia Casta che conferma anche in questi scatti la sua indiscutibile bellezza e sensualità, caratteristiche che l’hanno portata ad iniziare la sua carriera a soli 15 anni e che non l’hanno mai abbandonata nel corso del tempo. Dopo gli anni trascorsi sulle passerelle, Laetitia Casta è ancora ricercatissima come attrice e testimonial. Recentemente, infatti, Laetita è stata scelta anche da Dolce&Gabbana per la campagna promozionale del profumo ‘Pour Elle’, dove viene esaltata tutta la sua femminilità, nonchè la sua bellezza mediterranea. Compagna di Stefano Accorsi e madre di 3 bambini, la Casta rimane e rimarrà ancora a lungo una delle donne più sexy e desiderate di sempre.

Abbigliamento, reggono i conti e il marchio Italia all’estero va a caccia di nuovi business

Milano A umentano i negozi e crescono i posti di lavoro, anche se di poco. «Persino nel settore abbigliamento», spiega Italo Bussoli, segretario generale di Assofranchising, che fa una prima analisi sull’andamento del comparto nel 2012. Da ormai sette anni in associazione, racconta che quest’anno si dovrebbe assistere a un lieve calo dei fatturati. «La sensazione — aggiunge — è che andranno bene gli affari per le catene di abbigliamento per bambino ». Proseguirà invece la flessione dei fatturati del vestiario per l’uomo e la donna. E continueranno ad arrivare nelle nostre città sempre più marchi stranieri. «D’altra parte — afferma Bussoli — il franchising italiano va sempre più spesso all’estero verso paesi dove la crisi si sente meno». E’ il caso di importanti imprese del made in Italy come il Gruppo Calzedonia, le cui insegne sono sempre più diffuse nelle principali città europee e non solo. O di aziende come La Perla, brand di biancheria intima oggi di proprietà del fondo americano Jh Partners, che ha annunciato di voler risanare i conti e di essere per questo intenzionata a lasciare a casa circa 300 lavoratori nel bolognese. Questo brand guarda all’estero come a un via per risollevarsi e spiega di voler aprire nei prossimi tre anni 160 nuovi negozi. Alcuni dei quali in franchising. Interessato a crescere sui mercati stranieri anche il Gruppo Capri, licenziatario dei marchi Alcott e Gutteridge, operante nel fast fashion, 180 punti vendita in nove paesi, mira a espandersi in Libano, Stati Uniti, Inghilterra, Germania e Corea. Ma si tratta solo di pochi esempi. L’andamento del comparto dovrebbe restare stabile, così come nel 2011, quando si è chiuso con una diminuzione del numero di franchisor, le imprese che “affittano” il proprio marchio ad altri: erano 187 nel 2010 e sono diventate 184. E insieme hanno registrato un aumento del giro d’affari (+ 0,4%) che si è attestato intorno ai 4.2 miliardi di euro. In lieve crescita (+0,3%) anche il numero di punti vendita, quasi 9mila e seicento. E il numero degli addetti del comparto, quasi 29mila e settecento (+1,3%). Il settore abbigliamento non è tra i più facili. E con la crisi gli italiani se non rinunciano all’olio e alla pasta, possono rinunciare al cappotto nuovo. Tanto più che i nostri franchising non propongono beni di lusso che segnano invece vendite in crescita a doppia cifra. Eppure forse proprio per quella formula che li contraddistingue, e che propone un prodotto dal buon rapporto qualità prezzo, sostenuto da un brand, l’italiano sembra guardare loro ancora con favore. Anche qui però ci sono prodotti che risentono più di altri della perdita di potere d’acquisto della gente. I dati di Assofranchising (che prendono in considerazione anche l’intimo, le calzature e la pelletteria) dimostrano che nel 2011 sono calati del 3% i fatturati dell’abbigliamento uomo-donna e del 4% quelli dell’abbigliamento bambino. In controtendenza invece è andato il settore calzature e quello della pelletteria (+8,8%). E resta positivo anche l’andamento del fatturato dell’intimo (+1,8%). «Il successo del franchising — commenta Bussoli — è dovuto al fatto che se i consumi calano, i grandi marchi continuano a investire. E molti commercianti che da soli non ce la fanno ad andare avanti trasformano sempre più di frequente i propri negozi in punti vendita che portano le insegne di un brand altrui, dei marchi più conosciuti ». Sia italiani, che stranieri. Sono i brand di altri paesi quelli che più spesso aprono nuove vetrine. Negli scorsi anni sono arrivati con le loro insegne grandi gruppi come Mango che vende abbigliamento donna, o come Sergent—Major con il suo abbigliamento da bambini. E anche grazie a queste catene l’occupazione nel comparto segna ancora un segno più. Molti commercianti che da soli non ce la fanno ad andare avanti trasformano sempre più di frequente i propri negozi in punti vendita di un brand altrui